
Recupero e valorizzazione dell’archivio della Città di Bra
Progetto fotografico di Giancarlo Volpi e Bruno Risso
11-13/09/26
Palazzo Rosso, Cengio
Mostra a ingresso libero nelle giornate del Festival.
Presentazione venerdì 11 settembre nel pomeriggio, durante la tavola rotonda Archivi e memoria.
Da sei anni Giancarlo Volpi è impegnato, insieme al fotografo Bruno Risso, la dott.ssa Anna Negrini e al Comune di Bra, nel recupero, nell’ordinamento, nella conservazione e nella digitalizzazione dell’Archivio fotografico “Studio Bruno Risso”, uno dei più significativi fondi fotografici legati alla memoria della città di Bra.
L’archivio raccoglie circa 30.000 immagini realizzate nell’arco di oltre mezzo secolo di attività dello studio, comprendendo anche i materiali prodotti dai fotografi che precedettero Bruno Risso nello studio di via Cavour: Beppe Rainero, Giovanni Novara e Carlo Novara. Il nucleo principale è costituito da circa 25.000 lastre fotografiche su vetro, prevalentemente ritratti, accompagnate da registri manoscritti che permettono in molti casi di identificare le persone fotografate e la data dello scatto. A queste si aggiungono circa 700 stampe ai sali d’argento e 5.000 negativi su pellicola, con immagini di Bra e del territorio circostante, fotografie di gruppo, feste di leva, comunità contadine, eventi, architetture e trasformazioni urbane. Nel suo complesso, il fondo documenta la vita della città dai primi decenni del Novecento fino agli anni Ottanta.
Per questa sua straordinaria concentrazione di volti e identità, l’archivio è stato descritto come una sorta di grande albero genealogico per immagini della comunità braidese: non soltanto la documentazione dell’attività di uno studio fotografico, dunque, ma una memoria visiva collettiva attraverso la quale ricostruire storie familiari, trasformazioni sociali e mutamenti del territorio.
Il progetto Archivio fotografico “Studio Bruno Risso” per la città di Bra, promosso dal Comune di Bra, è risultato vincitore dell’avviso pubblico Strategia Fotografia 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ottenendo un contributo di 52.674,69 euro. Il finanziamento permette di completare il lavoro di digitalizzazione, sviluppare un database online liberamente consultabile, potenziare l’allestimento dedicato al fondo presso la Casa dei Braidesi alla Zizzola e realizzare un documentario sulla storia dell’archivio e sul suo recupero.
Al Ferrania Film Festival, Giancarlo Volpi presenterà insieme ai suoi collaboratori il progetto dedicato all’Archivio fotografico Studio Bruno Risso, raccontando il percorso che ha consentito di riportare alla luce, ordinare e digitalizzare un patrimonio rimasto per decenni legato all’attività dello storico studio fotografico. La presentazione offrirà l’occasione per riflettere sul valore degli archivi fotografici come strumenti di conoscenza del territorio e sulla necessità di affiancare alla conservazione materiale strategie di digitalizzazione, catalogazione, accessibilità e restituzione pubblica.
Attraverso il lavoro sull’Archivio Risso e la sua ricerca personale, Volpi propone così una concezione della fotografia che supera la singola immagine: la fotografia diventa documento, oggetto materiale, traccia biografica e dispositivo di memoria, capace di ricostruire la storia di una comunità attraverso i volti delle persone, i luoghi e le trasformazioni del paesaggio. L’archivio a breve sarà consultabile sul sito www.museidibra.it
Giancarlo Volpi
Giancarlo Volpi (Chieri, 1997) è fotografo e architetto. Laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 2024, affianca alla formazione progettuale una ricerca fotografica dedicata al rapporto tra immagine, memoria, architettura e territorio, con una particolare attenzione alla riscoperta dei procedimenti fotografici storici e alla conservazione del patrimonio fotografico.
La sua ricerca unisce sperimentazione tecnica e interesse per la storia della fotografia. Volpi utilizza apparecchi fotografici storici e approfondisce procedimenti di stampa ottocenteschi, reinterpretandoli attraverso materiali e pratiche contemporanee. Nel 2024 ha presentato al Castello di Barolo la mostra Architettura del Vino: una lettura nel tempo, progetto dedicato alle architetture e al paesaggio culturale delle Langhe, nel quale la fotografia diventa uno strumento per mettere in relazione patrimonio costruito, cultura vitivinicola e memoria del territorio.



