
Il racconto della storia della pellicola in Val Bormida
Il Ferrania Film Festival propone una narrazione che supera la semplice dimensione dell’evento culturale. Il suo obiettivo è fare della cultura uno strumento di conoscenza del territorio e di costruzione di nuove relazioni, partendo dalla fotografia e dalla storia della pellicola per raccontare il patrimonio materiale e immateriale della Val Bormida.
I luoghi del Festival, diffusi sul territorio della Val Bormida, sono essi stessi parte del racconto, creando un’esperienza immersiva che mette in relazione storia industriale, paesaggio, comunità, memoria e innovazione.
Ferrania rappresenta il punto di partenza di questo itinerario, ma la sua storia non può essere compresa senza allargare lo sguardo ai centri vicini e alle relazioni produttive, sociali e culturali che la fabbrica ha costruito nel corso del Novecento. Cengio, Millesimo, Altare e la Val Bormida diventano così parti di un unico racconto diffuso del territorio e della sua storia industriale.
Scopriamo i luoghi che ospiteranno l’edizione 2026 del Festival.
Palazzo Rosso – Cengio
Palazzo Rosso sorge nel centro di Cengio, nei pressi della stazione ferroviaria, ed è uno dei luoghi che meglio testimoniano il rapporto tra industria e vita sociale che ha caratterizzato la Val Bormida nel Novecento. L’edificio nasce infatti come sede del dopolavoro della S.I.P.E. e successivamente dell’A.C.N.A., diventando uno spazio destinato alla socialità, alle attività ricreative e alla vita collettiva dei lavoratori e delle loro famiglie.
Negli ultimi anni Palazzo Rosso è stato acquisito dal Comune di Cengio, che ne ha promosso il recupero trasformandolo in un polo culturale e associativo. Una nuova funzione che, pur adattando l’edificio alle esigenze contemporanee, mantiene una significativa continuità con la sua originaria vocazione di luogo di aggregazione.
Durante il Ferrania Film Festival, Palazzo Rosso diventa uno dei principali spazi dedicati alle mostre fotografiche, agli incontri, agli archivi e alle attività formative, facendo dialogare la memoria industriale dell’edificio con la produzione culturale contemporanea.
Piazza Vittoria, 6 – 17056 Cengio (SV)


Il Borgo di Ferrania e il Museo Diffuso
Il Borgo San Pietro costituisce la parte più antica dell’abitato di Ferrania. Il nucleo si sviluppa attorno all’abbazia fondata nel 1096, testimoniando una storia del territorio molto precedente alla grande industrializzazione novecentesca. Quando, tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, Ferrania iniziò la propria trasformazione industriale, fu proprio nel Borgo che trovarono inizialmente sede gli uffici della S.I.P.E., prima della costruzione degli edifici di Filmania e dell’ampliamento dello stabilimento.
Il Borgo rappresenta quindi un punto privilegiato per comprendere il passaggio da una Ferrania rurale e religiosa alla Ferrania industriale. Da qui prende forma l’itinerario del Museo Diffuso di Ferrania, scandito da pannelli esplicativi che accompagnano il visitatore attraverso la storia del borgo, dello stabilimento e della comunità cresciuta intorno alla fabbrica. Il percorso permette di leggere direttamente nel paesaggio le stratificazioni lasciate dalle diverse epoche: gli edifici storici, le abitazioni, gli spazi della socialità, le infrastrutture e le testimonianze della produzione diventano elementi di un unico racconto.
Durante il Festival il Museo Diffuso diventa anche un percorso da attraversare, osservare e fotografare, mettendo in relazione le informazioni storiche con le testimonianze degli ex lavoratori e con lo sguardo dei fotografi contemporanei. È qui che il concetto di turismo industriale assume una dimensione esperienziale: non soltanto conoscere la storia, ma percorrere fisicamente i luoghi nei quali quella storia si è sviluppata.
Borgo San Pietro – 17014 Ferrania, Cairo Montenotte (SV)
Filmania: il quartiere della comunità industriale
L’area di Filmania rappresenta una delle testimonianze più significative della trasformazione di Ferrania in un vero e proprio centro industriale.
Con lo sviluppo dello stabilimento, la fabbrica non generò infatti soltanto reparti produttivi, ma contribuì alla costruzione di un sistema di edifici, abitazioni e servizi destinati alla comunità dei lavoratori. Ferrania divenne progressivamente un luogo nel quale fabbrica e vita quotidiana erano profondamente connesse.
Filmania permette quindi di raccontare un aspetto fondamentale dell’archeologia industriale: quello sociale. Accanto alla storia della produzione esiste infatti la storia delle persone, delle famiglie, delle abitazioni, del tempo libero e delle relazioni nate intorno alla fabbrica.
Durante il Festival questo legame tra memoria e comunità torna simbolicamente a vivere con I Film a Filmania, che riporta la proiezione cinematografica nel quartiere attraverso una serata dedicata a Pier Paolo Pasolini e al cinema in pellicola 35 mm.
Viale della Libertà – 17014 Ferrania, Cairo Montenotte (SV)


L’ex stabilimento Ferrania
L’ex stabilimento Ferrania costituisce il cuore della storia industriale attorno alla quale nasce il Festival. Qui, nel corso del Novecento, si è sviluppata una delle più importanti esperienze italiane nella produzione di materiali fotosensibili, pellicole fotografiche e cinematografiche, dando vita a un patrimonio di conoscenze tecniche e scientifiche e a una comunità di lavoratori che ha profondamente segnato la storia della Val Bormida.
Lo stabilimento non deve essere letto come un luogo isolato, ma come il centro di un sistema molto più ampio: attorno alla fabbrica si svilupparono abitazioni, infrastrutture, servizi e attività collegate alla produzione, mentre migliaia di persone provenienti dai centri della valle contribuirono alla costruzione della sua storia.
Oggi il paesaggio industriale di Ferrania rappresenta un patrimonio attraverso il quale interrogare il rapporto tra memoria, trasformazione e futuro dei luoghi produttivi. Il Festival parte proprio da questa eredità per sperimentare nuove modalità di racconto e di fruizione del patrimonio industriale.
Viale della Libertà – 17014 Ferrania, Cairo Montenotte (SV)
La Centrale S.I.P.E.
Nel racconto del paesaggio industriale di Ferrania trova spazio anche la Centrale S.I.P.E., testimonianza della prima fase di industrializzazione dell’area e delle infrastrutture necessarie al funzionamento del complesso produttivo.
La centrale permette di allargare lo sguardo dalla singola fabbrica al sistema industriale che ne rendeva possibile l’attività. Energia, acqua, collegamenti ferroviari, edifici tecnici e infrastrutture erano infatti elementi indispensabili del paesaggio produttivo e aiutano oggi a comprendere la complessità dell’insediamento.
Inserirla nel racconto del Festival significa quindi ricordare che l’archeologia industriale non riguarda soltanto i grandi stabilimenti, ma anche tutte quelle architetture di servizio che hanno contribuito al funzionamento e allo sviluppo dell’industria e che ancora oggi caratterizzano il paesaggio di Ferrania.
Viale della Libertà – 17014 Ferrania, Cairo Montenotte (SV)


Il laghetto di Ferrania
Il Laghetto di Ferrania racconta in modo particolarmente efficace la stratificazione storica del territorio e il rapporto tra paesaggio naturale e attività produttive.
Fu costruito dai marchesi De Mari nel 1854 a scopo ricreativo, nei pressi del Borgo San Pietro. Con l’industrializzazione dell’area, le sue acque vennero utilizzate per alimentare una vicina ferriera, oggi scomparsa.
Il Laghetto testimonia quindi il passaggio da un paesaggio prevalentemente rurale a un territorio progressivamente interessato dalle attività produttive, mostrando come anche gli elementi naturali siano entrati nella storia industriale della valle.
Oggi è tornato a essere un luogo di incontro e di attività ricreative, utilizzato per la pesca sportiva e per manifestazioni. Durante il Festival diventa uno spazio nel quale fotografia, natura e sperimentazione possono incontrarsi, offrendo anche l’occasione per riflettere sul rapporto tra ambiente, industria e sostenibilità.
Via Italia c/o Borgo San Pietro – 17014 Ferrania, Cairo Montenotte (SV)
L’ex stabilimento LACIM – Millesimo
L’ex LACIM di Millesimo costituisce un sito poco conosciuto, ma fondamentale per comprendere l’intera filiera produttiva Ferrania.
L’azienda si occupava infatti del recupero e del riciclo delle pellicole cinematografiche e, successivamente, della produzione di prodotti chimici per il trattamento delle acque. La sua storia permette di allargare lo sguardo oltre la produzione della pellicola e di comprenderne anche le fasi successive. Se a Ferrania il materiale fotosensibile veniva prodotto, realtà come la LACIM raccontano ciò che accadeva alla pellicola dopo il suo utilizzo, inserendosi in una filiera industriale articolata che coinvolgeva più luoghi della Val Bormida.
Nell’ambito del Festival sarà possibile partecipare a una visita guidata all’ex stabilimento, durante la quale studiosi, ricercatori ed ex dipendenti accompagneranno il pubblico alla scoperta degli spazi produttivi, restituendo anche attraverso la memoria diretta dei lavoratori il funzionamento e la storia del sito.
Un esempio concreto di come l’archeologia industriale e la memoria orale possano diventare strumenti di turismo industriale, permettendo di ricostruire la filiera della pellicola dalla produzione fino al recupero e al riciclo.


Il Castello di Millesimo
Importante architettura storica della Val Bormida, il Castello di Millesimo risale alla seconda metà del XIII secolo, quando costituiva, insieme ai vicini castelli di Cengio, Cosseria e Roccavignale, un sistema difensivo a protezione delle vie commerciali tra Piemonte e Liguria nel basso Medioevo.
A partire dal 1999 l’edificio è stato acquisito dal Comune di Millesimo, che ne ha promosso il recupero e la riqualificazione trasformandolo in uno spazio destinato anche a manifestazioni ed eventi culturali.
La sua presenza nel programma permette al Festival di mettere in relazione la storia industriale con le stratificazioni più antiche della Val Bormida, sottolineando come il territorio sia stato nei secoli un luogo di transito, scambio e trasformazione.
Venerdì 11 settembre, gli spazi del Castello ospiteranno l’incontro con il regista Paolo Lipari, dedicato alla memoria della LACIM e alle trasformazioni dell’industria cinematografica.
Via Salita al Castello – 17017 Millesimo (SV)
Un territorio da attraversare
Dal Medioevo all’industrializzazione, dalle fabbriche ai quartieri operai, dagli archivi fotografici al paesaggio naturale, i luoghi del Ferrania Film Festival costruiscono quindi una narrazione che attraversa epoche e identità differenti.
Il Festival invita a considerare la Val Bormida come un museo diffuso, nel quale il patrimonio non è racchiuso in un solo edificio, ma è distribuito nel paesaggio e può essere letto attraverso fabbriche, borghi, infrastrutture, archivi, testimonianze e comunità.
La fotografia e la pellicola diventano il filo conduttore attraverso cui percorrere questa geografia e riscoprire le relazioni che uniscono Ferrania agli altri centri della valle.
Come raggiungere i luoghi del Festival
Per muoversi agevolmente tra le diverse sedi del Festival si consiglia l’utilizzo dell’automobile, poiché gli appuntamenti sono distribuiti in più località della Val Bormida.
Cengio e Ferrania sono servite da stazioni ferroviarie, anche se per Ferrania il numero dei collegamenti è più limitato. Il trasporto pubblico locale all’interno della valle è inoltre garantito dalle linee autobus di TPL Linea Savona.
Per chi proviene da Genova, Savona o Torino, il principale collegamento stradale è l’autostrada A6 Torino–Savona: l’uscita di Altare consente di raggiungere Ferrania, mentre l’uscita di Millesimo è indicata per raggiungere Millesimo e Cengio. Per chi arriva da Alessandria o Milano, la Val Bormida può essere raggiunta anche attraverso la SS30 di Val Bormida, proseguendo poi sulla SS29 del Colle di Cadibona seguendo le indicazioni per Acqui Terme–Cairo Montenotte–Savona.
Considerata la natura diffusa del Festival, consigliamo di programmare gli spostamenti in anticipo, trasformando il viaggio tra una sede e l’altra in parte dell’esperienza: un itinerario attraverso la Val Bormida, i suoi paesaggi e la sua storia industriale.
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