
Nessuna mappa
Mostra fotografica di Filippo Nordera
11-13/09/26
Palazzo Rosso, Cengio
Mostra a ingresso libero nelle giornate del Festival.
Nessuna mappa nasce dall’incontro di due luoghi posti ai margini opposti d’Europa: Atene e Bilbao. Due città distanti, attraversate in momenti diversi, che nella sequenza fotografica smettono di essere semplicemente destinazioni geografiche per diventare territori di una stessa esperienza.
I viaggi compiuti tra le due città assumono progressivamente i contorni di una deriva. L’autore rinuncia alla necessità di misurare il tempo e lo spazio e sospende le ragioni che normalmente orientano il movimento: raggiungere una meta, seguire un percorso, riconoscere una direzione.
Non c’è una mappa da seguire.
Lo sguardo può così rallentare e indugiare su ciò che normalmente rimane ai margini: spazi liminali, incontri casuali, gesti, presenze e frammenti. Sono piccoli impulsi che interrompono il percorso e attirano temporaneamente l’attenzione, trasformando l’attraversamento della città in un’esperienza percettiva e interiore.
Atene e Bilbao finiscono così per perdere progressivamente i propri confini. La geografia reale rimane sullo sfondo, mentre emerge una geografia più intima, costruita attraverso associazioni, distanze, apparizioni e ricordi. L’ambiente diventa teatro di uno spazio interiore. Le immagini non cercano necessariamente di descrivere i luoghi attraversati, ma di restituire ciò che quei luoghi fanno emergere: desideri sopiti, memorie, gesti apparentemente insignificanti, incontri destinati forse a non ripetersi. Il viaggio non procede più secondo una traiettoria definita, ma attraverso frammenti che acquistano significato proprio nella loro relazione.
In Nessuna mappa, perdersi diventa quindi una possibilità dello sguardo. Significa rinunciare temporaneamente alle coordinate per lasciare che siano le immagini, gli incontri e la memoria a costruire un percorso possibile.
Non una cartografia dei luoghi, ma una mappa emotiva dell’attraversamento.
The summer the wind the stars
the railway and the fields and the fences
the shirts the sandals the prayers
the coins that once jingled in pockets
where did they go?
— Filippo Nordera
Filippo Nordera
Filippo Nordera (1992) è fotografo e filmmaker. Laureato in Psicologia Sociale all’Università di Padova, con una tesi dedicata al rapporto tra individuo e collettività, sviluppa una ricerca visiva profondamente legata all’indagine della relazione tra dimensione individuale e mondo esterno.
La fotografia diventa per Nordera uno strumento di ricerca interiore, attraverso il quale esplorare il dialogo tra sé e ciò che lo circonda. L’immagine assume così una duplice dimensione: da una parte è mezzo di osservazione della realtà, dall’altra diventa occasione di confronto con la propria esperienza e con il modo in cui l’individuo entra in relazione con luoghi, presenze e dimensione collettiva.
Il suo lavoro prende origine da un approccio documentaristico, per aprirsi progressivamente a una sensibilità cinematografica. L’interesse si sposta così dalla semplice registrazione del reale alla ricerca delle atmosfere e delle relazioni che attraversano lo spazio.
Al centro della sua ricerca emergono il paesaggio, la memoria, la ritualità e la presenza umana, osservati nelle forme attraverso cui si manifestano e si intrecciano nei luoghi. Fotografia e sensibilità cinematografica diventano così strumenti complementari per interrogare lo spazio e, attraverso di esso, il rapporto continuo tra interiorità e realtà, tra individuo e mondo.



