
Riders
Progetto fotografico di Lorenzo Scarpellini
11-13/09/26
Palazzo Rosso, Cengio
Mostra a ingresso libero nelle giornate del Festival.
Manuale di sopravvivenza per chi non ha mai smesso.
Ci sono suoni che ti tengono sveglio: il ringhio dei cilindri e il rumore ruvido di un truck che martella un coping. Sono promemoria che ti dicono che la vita non è nel divano, né nella timeline del telefono. È là fuori, sull’asfalto caldo che odora di catrame, con le nocche spellate e i polmoni pieni di vento. Skateboarding e motociclette sono due fratelli bastardi nati nello stesso sogno, entrambi ti obbligano a stare in equilibrio mentre il mondo ti rema contro. E se cadi? Ti rialzi, bestemmi, riparti. Perché l’alternativa è rientrare in gabbia – e la gabbia non è mai stata un’opzione.
La California è solo il punto di partenza, un mito che serve a ricordarci che esiste un luogo dove tutto è possibile. Ma il vero viaggio inizia quando decidi che casa tua è il serbatoio della moto. Non serve molto: un paio di amici, un pieno di benzina e un set up da otto pollici e mezzo legato sul sissybar. E via, verso il prossimo spot, la prossima città, il prossimo niente. Lì dove finisce l’orario d’ufficio, dove il telefono smette di squillare, dove l’aria odora di marmitta e polvere, comincia il vero viaggio. Jason Jesse, Max Schaaf, Jason Adams – santi patroni – hanno solo aperto la strada. Dopo di loro è diventato chiaro: moto e skateboard sono protesi dello stessod istinto, quello che ti spinge a tagliare tutto ciò che è inutile. Paraurti segati, manubri stretti, tavole larghe, ossa rotte…
Questo non è un tour organizzato. È un avvertimento al mondo: stiamo arrivando e siamo uomini che hanno superato l’età in cui dovevano dimostrare qualcosa a qualcuno. La nostra non è nostalgia adolescenziale. È lucidità adulta. È sapere che il tempo corre e che l’unico modo per sentirlo meno è corrergli accanto, più forte. È accettare che non saremo mai davvero “a posto”, mai davvero comodi, mai davvero fermi.
E alla fine del giorno, quando spegni il motore e butti la tavola a terra, resti lì, seduto, a guardare il cielo diventare scuro. Con il petto che ti esplode di fatica e le mani che sanno di benzina e di sangue secco. E sorridi, perché non c’è nessun altro posto dove preferiresti essere. Giovanni Matteo Emiliani
Lorenzo Scarpellini
Nato a Milano nel 1995, Lorenzo Scarpellini è un fotografo freelance specializzato in fotografia sportiva e reportage.
Laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Bergamo, nel 2019 ha studiato Reportage presso la John Kaverdash Photo Academy.
Dopo aver lavorato come assistente fotografo nel settore della moda dal 2019 al 2021, ha intrapreso la carriera da freelance, dedicandosi principalmente alla fotografia d’azione, al reportage, agli eventi e allo storytelling visivo per brand e aziende.
Nel tempo libero ama fotografare il mondo dello skateboard, sperimentare con la fotografia analogica, suonare la chitarra e andare in bicicletta.



