
L’altra Milano
Progetto fotografico di Sergio Preani
11-13/09/26
Palazzo Rosso, Cengio
Mostra a ingresso libero nelle giornate del Festival.
Esiste una Milano veloce, internazionale, creativa. Una città che costruisce e rinnova continuamente la propria immagine: Milano della moda, del design, della comunicazione, della tecnologia e della ricerca di una perfezione estetica.
È la metropoli nella quale tutti sembrano avere fretta. Ma accanto a questa città, quasi per antitesi, ne esiste un’altra.
È da questa contrapposizione che nasce “L’altra Milano”, progetto fotografico che Sergio Preani porta avanti da oltre quindici anni.
Il suo sguardo si allontana progressivamente dal centro della rappresentazione per cercare ciò che rimane ai margini: periferie dimenticate, stazioni fatiscenti, fabbriche dismesse, abitazioni precarie e spazi appartati. Luoghi che appartengono alla stessa metropoli, ma sembrano muoversi secondo un tempo differente.
Qui la velocità rallenta. La frenesia lascia spazio all’attesa. Il tempo della metropoli sembra dilatarsi fino a trasformare un secondo in giorni.
È una Milano appartata, sfuggente e divergente, che non coincide con l’immagine attraverso cui la città abitualmente racconta se stessa. Preani la attraversa senza cercare di costruirne un censimento o una denuncia sistematica. Ciò che interessa al fotografo è soprattutto l’umanità che incontra al suo interno.
Le persone diventano così il vero filo conduttore del progetto.
Nelle fotografie convivono alienazione e integrazione, solitudine e incontro, disagio e desiderio. Esistenze differenti si sfiorano all’interno di una città nella quale la distanza tra gli individui può essere enorme anche quando fisicamente condividono lo stesso spazio.
La marginalità non viene però cercata come spettacolo.
Lo sguardo di Preani tenta piuttosto di avvicinarsi alle persone attraverso una fotografia costruita sull’empatia, mantenendo al tempo stesso quella componente di malinconia che attraversa l’intero lavoro.
La lunga durata del progetto diventa in questo senso fondamentale. Fotografare Milano per oltre quindici anni significa tornare, attraversare nuovamente gli stessi territori, assistere alle trasformazioni e incontrare persone e situazioni senza la necessità di esaurirle in una singola immagine.
Anche la scelta della fotografia analogica partecipa a questa relazione con il tempo. Preani lavora esclusivamente con pellicola di piccolo e medio formato, sviluppando personalmente i negativi e realizzando le proprie stampe. La lentezza del processo fotografico entra così in risonanza con quella della città che ha scelto di raccontare.
“L’altra Milano” non vuole negare la città luminosa, internazionale e veloce.
Ne cerca il contrappunto.
Sposta semplicemente lo sguardo verso ciò che rimane fuori dall’immagine dominante, facendo emergere una geografia urbana costruita attraverso periferie, attese, abbandoni e incontri.
Una Milano meno visibile, nella quale dietro le contraddizioni, le solitudini e i disagi continua a emergere ciò che per Preani costituisce il centro dell’intero racconto: l’umanità.
Sergio Preani
Sergio Preani (Desenzano del Garda, 1978) è fotografo analogico. Vive a Volciano, tra il Garda bresciano e la Valle Sabbia, dove porta avanti parallelamente alla vita professionale e familiare la propria ricerca fotografica.
La fotografia rappresenta per Preani uno spazio personale di osservazione e interpretazione della realtà: un modo per guardare il mondo secondo una prospettiva intima, costruita nel tempo e attraverso una pratica volutamente lontana dall’immediatezza dell’immagine digitale.
Lavora esclusivamente con pellicola di piccolo e medio formato e segue personalmente l’intero processo analogico, dallo scatto allo sviluppo del negativo fino alla stampa in camera oscura. La dimensione materiale e artigianale della fotografia costituisce così una componente fondamentale del suo lavoro: l’immagine non termina nel momento dello scatto, ma prende forma attraverso un processo fatto di attesa, esperienza e intervento diretto sulla materia fotografica.
La sua ricerca privilegia progetti sviluppati nel medio e lungo periodo, nei quali il ritorno negli stessi luoghi e la continuità dello sguardo permettono di costruire progressivamente un racconto.
Attualmente porta avanti due lavori principali, “L’altra Milano” e “Alla stazione”.
Nel primo, iniziato oltre quindici anni fa, Preani indaga il volto meno visibile della metropoli, concentrandosi sulle periferie, sui luoghi marginali e soprattutto sulle persone che li attraversano. Al centro della sua fotografia emerge così una particolare attenzione alla dimensione umana, osservata attraverso situazioni di quotidianità, solitudine, disagio, incontro e appartenenza.
Il suo sguardo si muove tra empatia e malinconia, cercando nelle persone e negli spazi marginali non l’eccezionalità dell’evento, ma le tracce di un’umanità quotidiana e spesso silenziosa.



