
Seggiovia Capanna 2000
Progetto fotografico di Claudio Antolini
11-13/09/26
Palazzo Rosso, Cengio
Mostra a ingresso libero nelle giornate del Festival.
La serie affronta il tema dell’antropografia del paesaggio, osservando come la presenza umana intervenga sulla montagna con segni funzionali e al tempo stesso enigmatici.
Strutture interrotte, recinzioni, percorsi: elementi che parlano di controllo, sfruttamento, ma anche di abbandono. Il paesaggio diventa così un archivio di tensioni, dove natura e artificio non si contrappongono semplicemente, ma si intrecciano in un equilibrio instabile e contraddittorio.
Claudio Antolini
Claudio Antolini è fotografo, con una ricerca orientata alla fotografia documentaria e all’osservazione del paesaggio, con particolare attenzione alle trasformazioni prodotte dalla relazione tra presenza umana, territorio e memoria.
La sua formazione fotografica comprende un percorso presso il CFP Bauer di Milano, dove tra il 2005 e il 2006 approfondisce le tecniche di camera oscura, la ripresa fotografica in studio e la postproduzione. Una formazione che mette quindi in relazione la pratica fotografica tradizionale con differenti modalità di costruzione e trattamento dell’immagine.
Nel suo lavoro il paesaggio non appare soltanto come spazio da rappresentare, ma come territorio nel quale leggere le tracce dell’attività umana e delle trasformazioni avvenute nel tempo. Questa attenzione emerge tanto nell’indagine degli spazi rurali quanto nell’interesse per i luoghi della produzione e per il patrimonio industriale.
Nel 2025 Antolini ottiene il secondo premio al XII Concorso europeo di fotografia “Premio Scuola di Paesaggio Emilio Sereni”, nell’ambito di Scatti Rurali / Rural Shots, promosso dall’Istituto Alcide Cervi.
La relazione tra fotografia, territorio e trasformazione antropica ritorna nel progetto “Arese Alfa Romeo”, selezionato nell’ambito dell’AIPAI Photo Contest 2026, dedicato alla documentazione e all’interpretazione del patrimonio industriale. Il lavoro entra successivamente nel percorso dell’AIPAI Photo Exhibition 2026 insieme agli altri progetti selezionati.
La ricerca di Claudio Antolini si muove così tra paesaggio, memoria e presenza umana, utilizzando la fotografia come strumento per osservare territori nei quali le tracce del lavoro, dell’abitare e delle trasformazioni sociali continuano a sedimentarsi.
Il suo sguardo privilegia una dimensione documentaria capace di andare oltre la semplice registrazione dei luoghi: l’immagine diventa uno strumento attraverso cui interrogare ciò che rimane, ciò che cambia e il modo in cui l’intervento umano contribuisce continuamente a ridefinire il paesaggio.



