Negli ultimi anni il dibattito sul ruolo della cultura nei territori periferici si è progressivamente spostato da una logica di semplice promozione turistica a una riflessione più ampia sulla capacità delle pratiche culturali di attivare processi di partecipazione, costruzione identitaria e sviluppo locale. In questo scenario si inserisce il Ferrania Film Festival, manifestazione nata nel cuore della Val Bormida con l’obiettivo di restituire centralità a un territorio che ha segnato profondamente la storia dell’industria fotografica e cinematografica italiana.
Il Festival non rappresenta soltanto un appuntamento dedicato al cinema e alla memoria della storica Ferrania, ma costituisce un laboratorio permanente di relazione tra patrimonio industriale, comunità locali, ricerca artistica e nuove forme di turismo culturale. La sua esperienza dimostra come anche i territori considerati marginali possano diventare luoghi di produzione culturale contemporanea e di sperimentazione.
La Val Bormida come territorio di possibilità
La Val Bormida è spesso raccontata attraverso le difficoltà che ne hanno caratterizzato gli ultimi decenni: la crisi industriale, la perdita di popolazione, la riduzione dei servizi e il progressivo spopolamento delle aree interne. Eppure proprio queste condizioni rendono evidente quanto sia necessario costruire nuovi modelli di sviluppo fondati sulla cultura, sul patrimonio e sulle comunità.
Una riflessione analoga emerge anche dall’articolo Abitare i margini: Geografie Interiori e il ruolo dell’arte nei territori fragili, dedicato all’esperienza della residenza artistica Geografie Interiori in Val Tramontina. L’articolo evidenzia come i progetti culturali non possano risolvere da soli il fenomeno dello spopolamento, ma abbiano la capacità di modificare lo sguardo con cui questi territori vengono percepiti, trasformandoli da luoghi marginali in spazi di possibilità.
La curatrice Michela Lupieri sottolinea infatti che iniziative di questo tipo non arrestano direttamente il declino demografico, ma riescono a riportare attenzione, presenza e nuove relazioni nei piccoli centri, mettendo al centro il patrimonio materiale e immateriale custodito dalle comunità locali.
Questa prospettiva risulta particolarmente significativa anche per la Val Bormida, dove il patrimonio industriale di Ferrania rappresenta non soltanto una testimonianza del passato, ma una risorsa capace di generare nuove narrazioni del territorio.
Il Ferrania Film Festival come progetto di comunità
In questo contesto il Ferrania Film Festival assume un ruolo che va oltre quello di un tradizionale Festival. L’evento utilizza infatti il cinema e la fotografia come linguaggio capace di raccontare il territorio, favorire l’incontro tra artisti, studiosi, cittadini e visitatori e riattivare una memoria collettiva che rischierebbe altrimenti di disperdersi. Attraverso proiezioni, incontri, mostre, attività educative e percorsi di approfondimento, il patrimonio della Ferrania diventa uno strumento per interpretare il presente e immaginare il futuro della valle.
La manifestazione contribuisce inoltre a rafforzare il legame tra gli archivi, le associazioni locali e le istituzioni, costruendo una rete che valorizza sia il patrimonio storico-industriale sia la produzione culturale contemporanea.
Cultura, partecipazione e identità
Uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza raccontata in Geografie Interiori riguarda il rapporto diretto con la comunità locale. Gli artisti vengono invitati ad abitare il territorio, confrontandosi con gli artigiani, le tradizioni, i saperi e le persone che lo vivono quotidianamente. Laboratori, raccolta di erbe spontanee, pratiche artigianali e momenti di dialogo diventano parte integrante del processo creativo.
Anche il Ferrania Film Festival si sviluppa secondo una logica analoga. Il territorio non costituisce semplicemente la scenografia degli eventi, ma il principale protagonista della manifestazione. Le storie della fabbrica, la memoria delle maestranze, la cultura industriale, il paesaggio e le trasformazioni sociali della valle diventano elementi di una narrazione condivisa che coinvolge direttamente gli abitanti.
In questo modo il Festival favorisce un processo di riconoscimento identitario che rafforza il senso di appartenenza e contribuisce a costruire nuove forme di cittadinanza culturale.
Oltre la marginalità
L’articolo dedicato a Geografie Interiori propone una riflessione particolarmente significativa sul concetto stesso di marginalità. Come osserva Michela Lupieri, un territorio è periferico soltanto rispetto al punto di vista da cui lo si osserva: cambiando prospettiva, esso può diventare il centro di nuove relazioni culturali e sociali. Questa considerazione appare estremamente pertinente anche per la Val Bormida.
Per lungo tempo il territorio è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso la crisi industriale e ambientale. Oggi, invece, iniziative come il Ferrania Film Festival contribuiscono a costruire un’immagine diversa, nella quale la memoria industriale diventa patrimonio culturale, il paesaggio diventa luogo di produzione artistica e la periferia si trasforma in laboratorio di innovazione culturale.
Turismo industriale e nuove economie culturali
Il Ferrania Film Festival si inserisce inoltre all’interno delle più recenti strategie di turismo industriale e culturale, che vedono nei siti produttivi dismessi non soltanto testimonianze del passato ma luoghi capaci di attrarre visitatori interessati a esperienze autentiche.
La combinazione tra patrimonio industriale, cinema, archivi, fotografia, paesaggio e comunità rende infatti la Val Bormida un caso di studio significativo per le politiche di rigenerazione delle aree interne.
Il festival diventa così un’occasione per attivare nuove economie culturali, favorire collaborazioni tra enti pubblici, associazioni e imprese e sperimentare modelli di sviluppo sostenibile fondati sulla valorizzazione delle risorse locali.
Un modello replicabile
L’esperienza del Ferrania Film Festival dimostra che la cultura può rappresentare un motore di trasformazione quando nasce da una conoscenza profonda del territorio e coinvolge attivamente le comunità.
Come evidenzia anche il progetto Geografie Interiori, il valore di queste iniziative non risiede soltanto negli eventi organizzati, ma nella capacità di costruire relazioni durature tra persone, luoghi e patrimoni culturali.
In questa prospettiva, la Val Bormida non appare più come una periferia da recuperare, ma come un territorio capace di produrre cultura contemporanea, sperimentare nuove forme di partecipazione e proporre un modello innovativo di rigenerazione territoriale.
Il Ferrania Film Festival rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di questo processo: un progetto che utilizza il cinema e la fotografia non soltanto come linguaggio artistico, ma come strumento di ricerca, memoria, dialogo e sviluppo locale, dimostrando come anche i territori apparentemente marginali possano diventare protagonisti di nuove geografie culturali.
— Lidia Giusto, storica dell’arte, fotografa e archivista; presidente dell’Associazione Ferrania Film e direttrice artistica del Ferrania Film Festival
