Il leggendario chitarrista dei Queen diventa membro onorario di Ferrania Film APS ETS e rivolge i suoi auguri al Festival dedicato alla cultura cinematografica e fotografica analogica
Ferrania (SV) – Il Ferrania Film Festival riceve un sostegno d’eccezione: Sir Brian May, leggendario chitarrista dei Queen, astrofisico e grande appassionato di fotografia e stereoscopia, ha accettato di diventare membro onorario dell’associazione culturale no-profit Ferrania Film APS ETS, esprimendo il proprio apprezzamento per il progetto e rivolgendo i suoi migliori auguri al Ferrania Film Festival e a tutti i suoi partecipanti.
Un riconoscimento particolarmente significativo per una manifestazione nata a Ferrania, luogo simbolo della storia italiana ed europea della pellicola fotografica e cinematografica, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione la cultura dell’immagine analogica, la sua storia e, soprattutto, la sua capacità di dialogare con il presente e con le nuove generazioni.
Il legame con Sir Brian May nasce proprio da una sensibilità condivisa nei confronti della cultura analogica e dalla convinzione che le tecniche del passato non rappresentino semplicemente qualcosa da conservare, ma possano continuare a essere strumenti vivi di sperimentazione e creazione contemporanea.
«Ci sono effetti magici che si ottengono con quei vecchi processi analogici e che nel mondo digitale si riescono a ottenere solo con grandi sforzi… un po’ come succede con il suono. Ho ancora un grande affetto per tutte le tecniche di registrazione analogiche e continuo a utilizzarle in questo mondo digitale, e lo stesso vale per la fotografia», afferma Brian May parlando del proprio rapporto con l’analogico.
Parole che interpretano perfettamente uno dei principi alla base del Ferrania Film Festival: guardare al patrimonio analogico non con nostalgia, ma come una risorsa capace di generare nuove esperienze, nuovi linguaggi e nuove forme di creatività.
Sir Brian May, infatti, non è soltanto una delle figure più conosciute della storia del rock. Accanto alla musica e alla sua attività scientifica, coltiva da sempre una profonda passione per la fotografia e, in particolare, per la fotografia stereoscopica, della quale è studioso, collezionista e divulgatore.
Proprio per il suo rapporto con la cultura analogica, per l’attenzione dedicata alla conservazione e alla riscoperta del passato e, allo stesso tempo, per la capacità di proiettare questa eredità verso il futuro, Ferrania Film APS ETS gli ha proposto di diventare membro onorario dell’associazione.
Sir Brian May, già a conoscenza del progetto del Ferrania Film Festival, ha accolto con piacere la proposta, ringraziando per il riconoscimento, complimentandosi per l’iniziativa e inviando i propri migliori auguri alla manifestazione e ai suoi partecipanti.
BRIAN MAY E LA MAGIA DELLA CAMERA OSCURA
Il rapporto di Brian May con la fotografia nasce molto presto ed è strettamente legato alla figura del padre. Nel volume Queen in 3-D, pubblicato in Italia da Gremese Editore, May racconta infatti come la fotografia analogica sia entrata nella sua vita quando era ancora un ragazzo.
Fu il padre, appassionato fotografo dilettante, a trasformare una piccola stanza della loro casa in una camera oscura. In quello spazio Brian imparò a sviluppare i negativi, utilizzare i bagni chimici, asciugare e tagliare le pellicole e infine stampare le fotografie. Un’esperienza che May ricorda attraverso una parola particolarmente significativa: magia.
La magia di osservare l’immagine emergere progressivamente sulla carta sensibile immersa nel bagno di sviluppo, illuminata soltanto dalla luce rossa della camera oscura. Un’esperienza materiale, artigianale e insieme sorprendente, che ha contribuito a costruire il suo rapporto duraturo con la fotografia.

IL FERRANIA FILM FESTIVAL
Il Ferrania Film Festival nasce dalla volontà di riportare l’attenzione sulla straordinaria eredità culturale legata alla pellicola, partendo da Ferrania e dalla sua storia industriale per costruire un progetto contemporaneo dedicato al cinema, alla fotografia, agli archivi e alla cultura dell’immagine.
Ferrania è stata per decenni uno dei luoghi simbolo della produzione di materiali fotosensibili e pellicole cinematografiche. Una storia industriale che ha attraversato il Novecento e che oggi costituisce un patrimonio materiale e immateriale di eccezionale interesse.
Il Festival intende raccogliere questa eredità e trasformarla in un’occasione di incontro tra memoria, ricerca, produzione artistica e sperimentazione, coinvolgendo autori, fotografi, filmmaker, studiosi, archivi, istituzioni, appassionati e nuove generazioni. Al centro c’è la pellicola non soltanto come supporto tecnico appartenente alla storia della fotografia e del cinema, ma come linguaggio ancora capace di produrre cultura e immaginario.
In questo senso, il sostegno di Sir Brian May assume un valore particolarmente importante. La sua esperienza dimostra come analogico e digitale non debbano necessariamente essere considerati mondi contrapposti: tecniche storiche e strumenti contemporanei possono convivere, contaminarsi e contribuire insieme alla costruzione di nuovi linguaggi.
Il Ferrania Film Festival vuole partire proprio da qui, dalla memoria di un luogo che ha contribuito alla storia mondiale dell’immagine, per interrogarsi sul futuro della pellicola, della fotografia e del cinema. E farlo a Ferrania significa riportare questa storia nel luogo in cui, per generazioni, la materia stessa delle immagini veniva prodotta.
Foto di copertina © Brian May.
